Cos'è l'autismo

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L'autismo, o meglio denominato "disturbo dello spettro autistico", è un disturbo del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente tre aree sintomatologiche:

  • Compromissione dell'interazione sociale

      scarso interesse e/o non capacità di avviare la comunicazione sociale o di rispondere alle aperture sociali altrui

  • Compromissione della comunicazione

      difficoltà nella produzione verbale e non verbale e a comprendere il linguaggio verbale e non verbale. Le persone            autistiche possono avere difficoltà di articolazione del linguaggio e dei suoni e interpretare il linguaggio in maniera          letterale, non cogliendo le sfumature come l'ironia o i giochi di parole

  • Comportamenti ripetitivi e stereotipati e interessi ristretti

      dondolio, auto stimolazione, battito o sfarfallio delle mani, sono alcune delle stereotipie che possono far parte della          quotidianità di una persona autistica. Spesso sono fissate per alcune attività a volte addirittura esclusive, ed                    impegnate in altrettante afinalistiche come per esempio mettere in fila gli oggetti o riempire e svuotare un                 

Solitamente, insieme a comportamenti in qualche modo riconducibili allo spettro autistico, si possono rinvenire altri sintomi o disturbi associati; quelli più comuni sono: disabilità intellettiva, epilessia, ritardo nel linguaggio, iperattività, goffaggine motoria, disturbi del sonno, disturbi gastrointestinali, selettività alimentare, disturbi d'ansia e depressivi.

L'autismo in genere si manifesta con precocità, nei primi tre anni di vita. Alcuni bambini mostrano segni dalla nascita, altri sembrano svilupparsi normalmente all'inizio, per poi regredire e mostrare sintomi tra i 18 e i 36 mesi.

I casi di autismo sono in aumento esponenziale e dall'ultima ricerca pubblicata a marzo 2020 dal CDC di Atlanta  (Centers for Disease Control and Prevention) riferita a undici Stati degli USA nel 2016 il rapporto era di 1 bambino autistico ogni 54 a sviluppo normotipico.

scarso interesse e/o non capacità di avviare la comunicazione sociale o di rispondere alle aperture sociali altrui

difficoltà nella produzione verbale e non verbale e a comprendere il linguaggio verbale e non verbale. Le persone autistiche possono avere difficoltà di articolazione del linguaggio e dei suoni e interpretare il linguaggio in maniera letterale, non cogliendo le sfumature come l'ironia o i giochi di parole

dondolio, auto stimolazione, battito o sfarfallio delle mani, sono alcune delle stereotipie che possono far parte della quotidianità di una persona autistica. Spesso sono fissate per alcune attività a volte addirittura esclusive, ed impegnate in altrettante afinalistiche come per esempio mettere in fila gli oggetti o riempire e svuotare un contenitore.

L'autismo, o meglio denominato "disturbo dello spettro autistico", è un disturbo del neuro-sviluppo che coinvolge principalmente tre aree sintomatologiche:

  • Compromissione dell'interazione sociale

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  • Compromissione della comunicazione

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  • Comportamenti ripetitivi e stereotipati e interessi ristretti

Cause e diagnosi

"Perché mio figlio è autistico?"

E' la prima domanda che noi genitori rivolgiamo ai medici dopo la diagnosi. Una risposta certa non esiste.
La ricerca scientifica indica una combinazione di potenziali cause di autismo in base a dei fattori di rischio: genetico, ambientale e differenze nella biologia cerebrale.

È però importante ricordare che la diagnosi di autismo non è strumentale - non esistono esami specifici - ma si basa sull'osservazione dei comportamenti.
Quindi come avviene la diagnosi? La diagnosi viene formulata da un neuropschiatra in seguito alla somministrazione di alcuni test al bambino e ai genitori e ad un'attenta osservazione del bambino in diverse situazioni. 
La diagnosi di autismo viene fatta con riferimento alla classificazione internazionale dei disturbi mentali attraverso il DSM - Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) che ad oggi è alla sua quinta versione.
Il DSM V accorpa sotto la voce "disturbi dello spettro autistico"  le precedenti patologie specificate in: disturbo autistico, disturbo di Asperger, disturbo disintegrativo della fanciullezza e disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato (NAS).  
La nuova classificazione disturbo dello spettro autistico si esprime secondo tre livelli di gravità: 
Livello 1 - Necessario un supporto
Livello 2 - Necessario un supporto significativo
Livello 3 - Necessario un supporto molto significativo.
 

Dopo la diagnosi

Appena ricevuta la diagnosi la famiglia si trova sopraffatta da un'ondata emotiva devastante.

Le reazioni e i tempi di accettazione sono differenti per ogni famiglia ma tutte cercano immediatamente qual è la cura più indicata.

La considerazione principale da fare è che l'autismo non è una "malattia" ma una "condizione" o "sindrome" in quanto non se ne conoscono le cause e di conseguenza non esiste una cura.

Tuttavia molto si può fare per colmare i deficit e ridurre gli eccessi comportamentali. 
L'Istituto Superiore di Sanità indica nelle Linee Guida n. 21 del 2011 (successivamente riconfermate con la legge n. 134 del 2015 e nella conferenza unificata del 2018) trattamenti basati sulle prove di efficacia scientifica (evicence-based) sull'autismo e come tipologie d'intervento, le tecniche di Analisi Comportamentale Applicate (ABA). Definisce anche essenziale il ruolo della famiglia e la precocità degli interventi.

Per approfondire: